lunedì 18 luglio 2016

La gara di croste

L'estate è la stagione della pelle nuda, e inevitabilmente dei cerotti, del cotone imbevuto di acqua ossigenata, di bimbi macrassati (Ginevra ha detto così) da graffi, sbucciature, zanzare, di bimbi che collezionano croste.

Così abbiamo detto un giorno, per scherzare, vediamo chi vince la gara di croste quest'anno, una delle tante frasi giocose che si dicono ai figli per tramutare un momento triste in una prospettiva divertente, divertente nel senso primo della parola, ovvero qualcosa che distrae (dal dolore, e dal sangue) e sposta l'attenzione su qualcosa di positivo. E così ad ogni caduta ci ritroviamo a contare con orgoglio le crosticine che aumentano, le piastrine delle nostre bimbe fanno gli straordinari, come ieri, quelle di Adelaide, impegnate a mettere una pezza in tre posti diversi, dopo una scivolata dal monopattino con conseguente sfracellamento su asfalto.

Dopo il pianto e le medicazioni, Adelaide ha sfoggiato i tre cerottoni con simpatia, pregustando la vittoria: mi sa che la vinco io la gara di croste!

E' questo il senso di essere genitori?
Tanti re mida che vanno in giro cercando di trasformare la vita dei figli in oro...

martedì 28 giugno 2016

You can see a mountain here comes Bulldozer



Nessuno sa che vi somigliavate, con quelle fessure espressive al posto degli occhi, e quella barba nera un po' incolta, e certi sguardi colmi di ironia.

Sei stato un mito per moltissimi bambini italiani (e non solo) degli anni 80, sei stato uno sceriffo adottivo per un piccolo alieno,e per me. Hai regalato tante ore di svago, e qualche lacrima sincera.

Hai abbellito la mia infanzia, con scene madri nelle prime tv su Italia 1 e nelle repliche infinite su Rete 4.

Quando ti fai strada tra i militari per difendere h7-25, quando sali sul ring per prenderti la rivincita a mani nude, e il pubblico urla il tuo soprannome, quando corri verso la meta scoppiando il pallone... quando fai tutte cose sei in realtà un padre per tutti i bambini che ti guardano.

E un po' mi ricordi il mio.

Ciao Bulldozer.
Ciao Bomber.
Ciao Banana joe.
Ciao Sceriffo.
Ciao Bambino.
Ciao Campione.
Ciao Bud...amico e maestro di infanzia.

giovedì 26 maggio 2016

I diritti dei bambini


E' qualche tempo, mangiato al tempo libero e ad altre riflessioni, che cerco di mettere insieme i mattoncini di questo post. Partiamo da una frase che è molto piaciuta ad un mio caro amico:
I bambini hanno il diritto di annoiarsi
Il senso è ricordarsi che noi genitori, o educatori in genere - potrei estendere il raggio di pertinenza a tutte le persone che hanno a che fare con i bambini e con il loro sviluppo - non dobbiamo sentirci costretti a riempire ogni attimo delle vite dei nostri figli. Se prepariamo loro la strada, se la tracciamo netta, se abbattiamo tutti gli ostacoli che possono presentarsi sul loro cammino - noia compresa - con l'intento genuino di farli crescere belli sani e felici, rischiamo di ottenere il risultato opposto.

A me entusiasma vedere le mie figlie che inventano giochi, che pensano e sviluppano da sole modi e metodi per passare il tempo, per capire, per sbagliare, per trovare senza supporti la strada verso la pace dopo una litigata.

Se hanno bisogno, chiedono. Se vediamo che stanno provando a fare qualcosa da sole senza riuscirci, cerchiamo di non intervenire subito. Possiamo suggerire, indicare loro un'alternativa, ma cerchiamo sempre di aspettare che imparino da sole. O che sbaglino, da sole. E' un metodo educativo che ovviamente ha dei limiti da non valicare (sbucciarsi un frutto da sole con il coltello non è contemplato, per esempio), ma che se costante e ben applicato può dare enormi soddisfazioni (a loro, soprattutto).

La noia, secondo me, non va eliminata. Va affrontata, va capita. Va anche lasciata scorrere, talvolta.

Un discorso simile mi sento di farlo per tutte quelle "formule premio" con le quali si cerca di ottenere un buon comportamento dai figli e alunni. Per esempio, cito a caso:
Se fate i bravi vi do una caramella
Ora, a tutti, noi compresi, è capitato di promettere qualcosa ai figli in cambio di un buon comportamento. Una, due, tre volte, nel contesto di occasioni speciali o limitate a situazioni estemporanee. Se il premio diventa una costante, rischiamo di equiparare i nostri figli (o alunni) a cagnolini che scodinzolano dopo essersi seduti, in attesa della ricompensa. Manca solo la coda e un po' di bavetta.

Provando a sintetizzare, a mio avviso i bambini hanno due diritti fondamentali, che devono essere difesi e tutelati:

  1. il diritto ad annoiarsi, ovvero a non essere continuamente e forzatamente stimolati da terze persone
  2. il diritto ad imparare a comportarsi bene senza aspettarsi nulla in cambio

Opinioni personali, eh, ci mancherebbe...ma mi piacerebbe parlarne e confrontarmi, soprattutto con chi non è d'accordo (altrimenti è troppo facile :-D )

martedì 19 aprile 2016

Una bicicletta senza rotelle

Ieri sera sono andato a dormire tardi, le bimbe dai nonni, e addormentandomi molto lentamente ho avuto un pensiero fisso. Manca poco al transito verso un'età più adulta, senza mani piccolissime, senza alcune tenerezze e momenti tipici della primissima infanzia.

E ho avuto nostalgia.

Io, che ho sempre detto senza vergogna "non vedo l'ora che abbiano almeno sette anni", io che so di risultare agli occhi di alcuni come un padre poco sentimentale e talvolta cinico, io che ho investito molto tempo nel rigore e nel rispetto di certe regole, a volte sottoponendovi anche l'amore.

Ora, che Ginevra da un momento all'altro, da sola, ha imparato ad andare in bici senza rotelle. E Adelaide la segue con una rotella sola. Ora che contano fino al dieci e oltre, anche in inglese. Ora che hanno atteggiamenti adulti, ora che parlano, parlano, parlano. Ora che si arrabbiano, che litigano, che protestano, che cercano di sovrapporsi alle nostre voci. Ora che rivendicano diritti, ora che giocano da sole anche per ore, ora che ci aiutano nei lavoretti di casa, ora che sono totalmente autonome nel mangiare, nel vestirsi (quando vogliono), nelle faccende intime. Ora che cominciano a capire le battute, gli scherzi (quando vogliono), ora che interagiscono con amici e parenti a pari livello, ora che i nostri amici sono i loro amici, quasi senza barriere di età.

Ora, in modo così forte e chiaro, mi rendo conto di quanto tempo sia passato da quando compilavo le tabelle di crescita nei primi mesi di vita. Forse sono stato avaro di sorrisi, di abbracci, non li ho negati ma non li ho neppure incentivati. Forse.

Eppure, sono felice quando ripenso ai momenti di gioco passati con loro, spero resti qualcosa anche dentro di loro. Spero che ogni tanto a scuola pensino a me. Ai momenti passati insieme.

Ci siamo ritagliati un momento tutto nostro, nei weekend quando siamo a casa, dopo pranzo andiamo in camera di mamma e papà e giochiamo. La tana sotto le coperte, il gioco degli squali, mosca cieca, il fantasma sotto il lenzuolo, il solletico sotto i piedi, e tanti altri giochi senza nessun gioco, solo noi tre e tanta fantasia. Sono loro a chiedermi di "andare giù a giocare", e mi fanno felice chiedendomelo.

Spero che rimanga questa tradizione, nel tempo, che sia un legame con un periodo che sarà sempre più passato, che si sta slacciando da noi, sfilacciato, veloce come veloce è una vita, una bicicletta senza rotelle e in costante equilibrio precario...


mercoledì 30 marzo 2016

Wrap up di inizio primavera

Giusto in tempo per una vista mensile di cosa sta accadendo da queste parti:

  • Abbiamo trascorso una vacanza superlativa in camper. Per inciso, cinque giorni senza litigare e senza iperboli di rabbia. Solo giochi, monopattini, sole, divertimento. Sono felice. Ho la percezione di riuscire a tenere al guinzaglio il lupo cattivo. Non è mansueto, lo sento che tira, ma dopo qualche sgridata se ne sta. Non sa che sto cercando di farlo morire di fame, speriamo non se ne accorga.
  • Siamo tornati a casa in cinque...sì, c'è uno Scorza in più. No, non c'è nessun pancione. E' una tartaruga di terra, si chiama Ninja Scorza (il cognome era scontato, il nome glielo ha dato Adelaide) e abiterà con noi, in una zona del giardino di casa. Credo abbia sofferto un pochino il viaggio, da quando siamo tornati si è sistemata nella sua casetta e non si è più mossa...
  • Stiamo organizzando una piccola vacanzina vietata agli under 6, con altri amici. Siamo vigorosamente in visibilio per l'attesa, perché sarà un'escursione dalla quotidianità, nuova per molti motivi. Luoghi mai visti, una novità dell'ultima ora che non posso scrivere, e sinceramente... non mi ricordo l'ultima volta che abbiamo soggiornato in albergo! (in Italia: quelle oltremare sono vivide nella mia memoria).
Per finire, una foto a cui tengo molto da quando l'ho vista (cioè pochi minuti fa), che Ginevra mi ha fatto di nascosto mentre guardavo Adelaide girare in monopattino. Io, il cielo, un piccolo sorriso nella barba. A suo modo, simbolica :-)